Hanno cercato di fronteggiarlo e ha finto di non essere solo
La guardia particolare indagata a piede libero per lesioni gravissime nei confronti di uno dei cinque autori del tentato furto alla Eco è sotto choc. Ieri alle 17 nella sua abitazione ha ricevuto la visita del presidente del consiglio di amministrazione dei vigili notturni Daniele Zorzi. È apparso particolarmente provato da quanto accaduto nella serata di mercoledì.
Ed è lo stesso presidente Zorzi, a capo di un istituto nato nel 1962 e che conta al momento 120 dipendenti tra Udine e Pordenone, a confermare fiducia nei confronti della guardia, tra i veterani del corpo. «È senza ombra di dubbio una guardia molto professionale - ha dichiarato Zorzi - Ha superato i 50 anni e definirlo esperto è poco. Il nostro dipendente stava svolgendo servizio in uno stabilimento dove siamo presenti dal '99 e dove la nostra attività è operativa 24 ore su 24 quando il ciclo lavorativo si interrompe».
L'agente, le cui generalità e residenza vengono mantenuti riservati per motivi di sicurezza, ha scorto durante il giro di perlustrazione un portone aperto. «All'interno del magazzino - racconta Zorzi, che rivela le dichiarazioni della guardia - ha notato otto persone che avevano già caricato su un muletto del materiale. Il nostro agente quando ha visto le persone ha intimato l'alt. Qualcuno di loro ha cercato di fronteggiarlo e lui ha simulato che in servizio ci fossero altri colleghi allertandoli ad alta voce in modo da creare apprensione da parte di coloro che gli stavano davanti».
Sarà comunque fondamentale l'esame dell'ogiva estratta durante l'operazione effettuata sul ferito. La perizia balistica sarà utile alla ricostruzione dei fatti e alla loro dinamica per chiarire anche le eventuali responsabilità. «Garantisco che il nostro dipendente non verrà lasciato solo - sostiene Zorzi -, soprattutto per come ha affrontato il pericolo dimostrando autocontrollo. Mi ha chiesto esplicitamente delle condizioni del ferito. Al momento non è stata necessaria la nomina di un legale, in ogni caso gliela forniremo noi e per il momento è stato posto a riposo». Lo stesso agente era disponibile a montare di servizio già questa sera. A Zorzi l'agente è sembrato scosso: «Non è un Rambo ma un uomo dotato di grandi capacità professionali».
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(c.a.) Cinque arresti per tentato ...
(c.a.) Cinque arresti per tentato furto aggravato, ma ci sarebbero almeno altri tre complici della "banda del rame" che sono riusciti a fuggire. La polizia sta valutando le testimonianze della guardia giurata che la sera di Santo Stefano, alla Eco Refrigerazione spa di Pocenia, ha messo in fuga i ladri sparando tre colpi di pistola e ferendo gravemente Graziano Husovic, 30 anni, di Parma. Ci sono altre persone, un casellante di Ronchis e avventori di una pizzeria, che avrebbero notato due automezzi e i loro occupanti. La polizia - Squadra Mobile e Polstrada di Palmanova - sta valutando le loro testimonianze. Potrebbero essere ore decisive per chiudere delle indagini e risalire agli altri componenti del gruppo, che come gli arrestati potrebbero essere zingari di origine slava, precisamente bosniaca.
Una banda organizzata nei minimi dettagli. Husovic e i suoi complici - Renato Halilovic, 38 anni, residente a Rettalba (Oristano), Devad Hisovic, 24, di Parma, Rambo Salkanovic, 21, senza fissa dimora e il diciassettenne S.H. - prima del colpo hanno cenato "Allo Straniero" di Ronchis, poi sono andati a Pocenia con un furgone bianco e un altro veicolo. Sono entrati nell'azienda. Gli autisti si sono allontanati per non destare sospetti. In otto, forse in dieci, sono riusciti a entrare nel magazzino della Eco. Stavano spostando le bobine di rame con i carrelli, in modo da poterle caricare velocemente sul furgone che li avrebbe raggiunti più tardi. Invece si sono imbattuti nel vigilante del Corpo vigili notturni, un cinquantatreenne di Basiliano. «Che state facendo?», ha urlato. E per intimorirli ha sparato due colpi in aria con la sua Beretta 7,65. Il terzo colpo, partito mentre il vigilante ricorreva i ladri, ha raggiunto Husovic al fianco sinistro.
Erano le 22.05. La banda ha caricato il ferito sul furgone, si è allontanata verso Palazzolo ed è tornata nel ristorante di Ronchis. Erano tutti nel panico, come dicono i testimoni. Non sapevano come comportarsi con il ferito. Alle 22.12 la sala operativa del 118 ha ricevuto una telefonata. Un uomo avvertiva l'operatore che al casello autostradale di Ronchis sarebbe stata portata una persona ferita da un'arma da fuoco. Un'ambulanza è stata inviata al casello. Contemporaneamente il Centro operativo autostradale ha convogliato a Ronchis le pattuglie più vicine della Polstrada, quelle di Pordenone e Palmanova. Sanitori e agenti hanno aspettato diversi minuti in A4. Non arrivava nessuno. Poi i poliziotti hanno sentito un lamento provenire dalla scarpata, a circa 150 metri, verso Fraforeano. È lì, sulla provinciale, che Husovic è stato abbandonato dai complici. Il furgone bianco, notato dal casellante, ha poi fatto retromarcia e si è diretto verso Fraforeano. Ha svoltato al bivio per Varmo ed è stato bloccato a Madrisio dalla pattuglia della Polstrada di Pordenone.
«L'abbiamo trovato ferito», si sono giustificati con la polizia. Una versione crollata nel giro di poco tempo, perchè il Corpo dei vigili notturni aveva già allertato i carabinieri della Compagnia di Latisana, che con un equipaggio del Radiomobile e i militari della stazione di Palazzolo sono intervenuti a Pocenia, dove hanno ricostruito la dinamica del furto e della sparatoria. Ieri mattina il capo della Mobile, Ezio Gaetano, e il capitano della Compagnia di Latisana, Umberto Carpin, hanno illustrato i dettagli dell'operazione alla pm Alina Rossato, che ora dovrà valutare la posizione di quattro dei cinque arrestati (del diciassettenne si occuperà la Procura dei minori di Trieste) e del metronotte. Quest'ultimo, infatti, al momento è stato indagato per lesioni colpose gravi. Potrebbe profilarsi un'ipotesi di eccesso in legittima difesa, ma solo dopo che il vigilante avrà spiegato perchè ha sparato e dopo le perizie mediche e balistiche sulla traiettoria seguita dal proiettile che ha colpito Graziano Husovic.
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Bts


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